Le suggestioni dei miti e della letteratura ci accompagnano ogni giorno nell’insopprimibile tentativo di raccontarci.Ed è stupefacente la facilità con cui crediamo alle nostre stesse mistificazioni. Ma non per questo vanno trascurate, anzi. Ogni immagine, sia essa di terror panico o di nitore apollineo, rende il nostro cammino di ricerca più agevole e ci permette di mediare tra i bisogni del quotidiano ed il senso del mistero.Ogni scultura rappresenta cosi’ il tentativo di stornare gli spettri delle nostre contraddizioni, delle nostre irrisolutezze, delle nostre paure e sensi di colpa. 

E’ la ricerca di un’immagine che possa, in un certo modo, che potremmo definire ingenuo o intuitivo, esprimere la complessità del nostro sentire in modo univoco, chiaro e sicuro. Ciascuna di esse perciò è pesante, pesante come la pietra alla quale è stato annodato il filo di un aquilone e nello stesso tempo leggera, leggera come la mano che tesse veloce la trama di un racconto.

Biografia. Nicola Romualdi, scultore autodidatta, nasce a Parma nel 1970. Pur mostrando una spontanea passione per la scultura fin dalla prima infanzia è solo alla soglia dei trent’anni, dopo il succedersi di intense passioni sportive, motociclistiche ed intellettuali, che riesce a fare della scultura il suo mezzo espressivo privilegiato. Egli riconosce nella scultura non solo la capacità di unire mirabilmente la fatica del fare con il sapere del filosofo e l’incanto del narratore, ma anche e soprattutto la capacità di sintetizzare il cammino di ricerca individuale e il bisogno di rendere tangibile un’emozione.
Tecniche di lavorazione. Le mie sculture sono in terracotta. Modellata la creta, essa viene svuotata, fatta asciugare, cotta ed infine patinata. Alcune opere sono realizzate anche con l’aggiunta di altro materiale come il cemento, il metallo e il legno. Occasionalmente utilizzo anche argille locali raccolte nel greto dei nostri torrenti. Filtrate e opportunamente arricchite hanno una ottima resa plastica e valorizzano ulteriormente l’aspetto artigianale del lavoro scultoreo.

Aspetti filosofici. Le mie opere possono essere pensate come pagine di un diario in forma di scultura. Un diario certo voluminoso e insolito, in cui però ogni pagina-scultura nella sua contingenza, si lega alle altre, dando l’impressione di una filosofia, di un’ idea dell’esistere che accomuna tutte le opere fra loro. Le mie sculture nascono in stretta relazione con il mondo della letteratura, sia per un profondo senso di gratitudine, sia per la convinzione che il bisogno di raccontare – raccontarsi sia connaturato all’uomo. Tutti desideriamo avere una storia da raccontare forse anche per il solo piacere di raccontarla e niente piu’. Ogni scultura è perciò un brano di un racconto, è il resoconto effimero di un lungo cammino di ricerca individuale. La scelta del figurativo è dovuta al desiderio di rappresentare la complessità e la profondità dell’uomo attraverso la sua apparente semplicità, attraverso la sua immagine reale e presente. Noi facciamo la storia, creiamo la nostra mitologia personale, compiamo gesta eroiche e inciampiamo nella nostra stessa viltà attraverso i banali gesti quotidiani.La nostra eternità è espressa dalla nostra quotidiana fatica di vivere. Ogni idea ha un volto, ogni sentimento ha un gesto, non c’è bisogno di tradire la natura umana delle idee e dei sentimenti : esse sono prima uomini che vivono e poi sono astrazioni. E’ anche per questo che ho già eseguito diversi ritratti, perché è un modo per testimoniare l’importanza della vita vissuta rispetto alle mere astrazioni e perché pone in evidenza il singolo individuo rispetto ad un’ idea dell’uomo metafisica ed ingannevole. Questo sito non è solo una vetrina, ma è anche un’ occasione di crescita per me e un momento di confronto con chi vorrà seguirmi. E’ mia intenzione inoltre ospitare in questo sito racconti, poesie ed altre espressioni artistiche che abbiano attinenza con la dimensione del narrare perché, in fondo il fare scultura è per me il pretesto per incontrare nuove persone e nuove idee.

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